lunedì 20 agosto 2012

[Lamiaeconomia] Elogio degli italiani



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Elogio degli italiani

 

Vi invito a vedere questa intervista di Indro Montanelli  del 2009 incredibilmente attuale.

Montanelli centra perfettamente il mio pensiero, che ormai ha avuto moltissime conferme anche nella realtà.
In qualsiasi parte del mondo tu vada vedrai sempre che le location migliori sono "conquistate" dagli italiani, i locali migliori sono gestiti o di proprietà di italiani, insomma gli italiani all'estero hanno una sorta di sesto senso, riescono, sono brillanti, ma perchè??
Semplice si fanno le ossa nella palude del mondo Italia e poi esausti, quando escono dai confini nazionali e trovano uno stato che li aiuta, un sistema che funziona danno il meglio di sè e allora è come se avessero il turbo, qualcosa in più che gli altri non hanno e si adattano alla nuova società, al nuovo ambiente, si integrano perfettamente e raggiungono l'obiettivo che si erano prefissati.

Ho incontrato molti italiani facenti parte di questa categoria, con cui è interessante confrontarsi, sentire le loro storie di successo, riconoscere quella voglia di fare che non avevano quando erano rinchiusi nei confini nazionali, quando dovevano sottostare alle leggi nazionali, alle regole del sistema Italia, ma poi ci sono anche le altre categorie di italiani, sempre altrettanto "carattestistiche" e molto diffuse:
- i cosiddetti "lamentini", quelli delle mille scusanti: "io non posso perchè", "io vorrei ma", "beato tu che hai potuto farlo, io non potrei...", "eh ma per te è più semplice, io invece..." che non si rendono conto che prendere in mano la propria vita e decidere di cambiare è una decisione seria, importante ed essenziale, che le cose non arrivano dall'alto, che non si tratta di fortuna, che fare una scelta richiede anche farsi carico di tutti gli eventuali problemi che possono sopraggiungere: variazioni temporanee delle proprie abitudini, problemi di integrazione, studiare ed applicarsi ancora di più, magari imparare una lingua nuova, ecc....
E' troppo facile osservare quelli che ce l'hanno fatta senza tenere in considerazione la storia nel suo insieme, la strada che ciascuno ha fatto e le difficoltà affrontate per raggiungere l'obiettivo; 

- i "furbetti", coloro che non hanno problemi economici magari, ma che vogliono uscire dai confini nazionali in cerca di una vita migliore e, una volta giunti nel nuovo paese, si muovono ed agicono da conquistatori. Il problema è che all'estero non funziona come in Italia, all'estero va avanti chi è capace, chi ha grinta e voglia di fare e, per di più, i nostri nuovi connazionali non vedono di buon occhio i "conquistatori" che arrivano sul territorio e trattano gli altri con sufficienza pensando di sapere tutto e di portare conoscenza ad un popolo di ignoranti! Sembra incredibile ma... accade proprio così: testato di persona con alcuni italiani a Malta!

Insomma l'italiano ha un grande patrimonio da poter sfruttare, una mente brillante che può creare cose grandi se solo lo volesse, ma deve lasciar perdere quegli aspetti che all'estero sono considerati così tipicamente "italiani" (primo fra tutti il lamento!) che ci caratterizzano ormai in tutto il mondo, ma che a mio avviso non possono e non devono rappresentarci perchè non ci portano da nessuna parte.


Dott. Fabio Troglia 

fabio.troglia@gmail.com 
www.lamiaeconomia.com


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Postato da Lamiaeconomia di Fabio Troglia su Lamiaeconomia il 8/20/2012 04:01:00 p.



[Lamiaeconomia] Le prime dieci aziende al mondo per fatturato


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Le prime dieci aziende al mondo per fatturato


Torna la benzina in cima alla classifica Fortune Global 500, la lista mondiale delle più grandi compagnie per fatturato nel 2011.


Il primo posto va alla Shell che strappa così il primato detenuto per due anni alla catena Wal Mart, scivolata al terzo posto. Bp si conferma al quarto posto. La società inglese sconta l'incidente avvenuto nel Golfo del Messico, per il quale dovrà risarcire 7,8 miliardi. 
Allo stesso modo Toyota, che passa dall'ottavo al decimo posto, sconta il terremoto che ha sconvolto il Giappone. Nella top 500, oltre ad Eni, al 17° posto, ci sono altre otto italiane. Exor Group, torinese che conquista il 45° posto, fondata dal senatore Giovanni Agnelli, è oggi l'azionista di maggioranza di Fiat Spa, Fiat Industrial e della Juventus. Al 48° le Assicurazioni Generali di Trieste. Enel conquista la cinquantaduesima posizione, ma è seconda in Europa tra le fornitrici di energia elettrica. Il gruppo Unicredit si posiziona al 164° posto con i suoi 40 milioni di clienti in 22 paesi. Al 193° c'è Intesa San Paolo, la prima banca italiana per capitalizzazione. In coda tra le italiane Telecom Italia che si stanzia a metà classifica, con la posizione 244. Ecco l'elenco delle prime 100:

Global 500
Rank ▾ Company Revenues
($ millions)
Profits
($ millions)
1 Royal Dutch Shell 484,489 30,918
2 Exxon Mobil 452,926 41,060
3 Wal-Mart Stores 446,950 15,699
4 BP 386,463 25,700
5 Sinopec Group 375,214 9,453
6 China National Petroleum 352,338 16,317
7 State Grid 259,142 5,678
8 Chevron 245,621 26,895
9 ConocoPhillips 237,272 12,436
10 Toyota Motor 235,364 3,591
11 Total 231,580 17,069
12 Volkswagen 221,551 21,426
13 Japan Post Holdings 211,019 5,939
14 Glencore International 186,152 4,048
15 Gazprom 157,831 44,460
16 E.ON 157,057 -3,085
17 ENI 153,676 9,539
18 ING Group 150,571 6,591
19 General Motors 150,276 9,190
20 Samsung Electronics 148,944 12,059
21 Daimler 148,139 7,880
22 General Electric 147,616 14,151
23 Petrobras 145,915 20,121
24 Berkshire Hathaway 143,688 10,254
25 AXA 142,712 6,012
26 Fannie Mae 137,451 -16,855
27 Ford Motor 136,264 20,213
28 Allianz 134,168 3,539
29 Nippon Telegraph & Telephone 133,077 5,924
30 BNP Paribas 127,460 8,412
31 Hewlett-Packard 127,245 7,074
32 AT&T 126,723 3,944
33 GDF Suez 126,077 5,566
34 Pemex 125,344 -7,358
35 Valero Energy 125,095 2,090
36 PDVSA 124,754 2,640
37 McKesson 122,734 1,403
38 Hitachi 122,419 4,397
39 Carrefour 121,734 516
40 Statoil 119,561 14,055
41 JX Holdings 119,258 2,161
42 Nissan Motor 119,166 4,324
43 Hon Hai Precision Industry 117,514 2,777
44 Banco Santander 117,408 7,440
45 EXOR Group 117,297 701
46 Bank of America Corp. 115,074 1,446
47 Siemens 113,349 8,562
48 Assicurazioni Generali 112,628 1,190
49 Lukoil 111,433 10,357
50 Verizon Communications 110,875 2,404
51 J.P. Morgan Chase & Co. 110,838 18,976
52 Enel 110,560 5,768
53 HSBC Holdings 110,141 16,797
54 Industrial & Commercial Bank of China 109,040 32,214
55 Apple 108,249 25,922
56 CVS Caremark 107,750 3,461
57 International Business Machines 106,916 15,855
58 Crédit Agricole 105,156 -2,044
59 Tesco 103,839 4,484
60 Citigroup 102,939 11,067
61 Cardinal Health 102,644 959
62 BASF 102,194 8,604
63 UnitedHealth Group 101,862 5,142
64 Honda Motor 100,664 2,678
65 SK Holdings 100,394 1,510
66 Panasonic 99,373 -9,780
67 Société Générale 98,464 3,316
68 Petronas 97,355 21,915
69 BMW 95,692 6,787
70 ArcelorMittal 94,444 2,263
71 Nestlé 94,405 10,692
72 Metro 92,746 877
73 Électricité de France 90,806 4,185
74 Nippon Life Insurance 90,783 2,848
75 Kroger 90,374 602
76 Munich Re Group 90,137 976
77 China Construction Bank 89,648 26,181
78 Costco Wholesale 88,915 1,462
79 Freddie Mac 88,262 -5,266
80 Wells Fargo 87,597 15,869
81 China Mobile Communications 87,544 11,703
82 Telefónica 87,372 7,513
83 Indian Oil 86,016 882
84 Agricultural Bank of China 84,803 18,860
85 Peugeot 83,305 818
86 Procter & Gamble 82,559 11,797
87 Sony 82,237 -5,784
88 Banco do Brasil 81,887 7,577
89 Deutsche Telekom 81,554 775
90 Repsol YPF 81,122 3,049
91 Noble Group 80,732 431
92 Archer Daniels Midland 80,676 2,036
93 Bank of China 80,230 19,208
94 AmerisourceBergen 80,218 707
95 PTT 79,690 3,456
96 Meiji Yasuda Life Insurance 77,463 2,188
97 Toshiba 77,261 934
98 Deutsche Post 76,307 1,617
99 Reliance Industries 76,119 4,117
100 China State Construction Engineering 76,024 1,108


Fonte: Cado in piedi

Dott Fabio Troglia 
fabio.troglia@gmail.com 
www.lamiaeconomia.com


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Postato da Lamiaeconomia di Fabio Troglia su Lamiaeconomia il 8/20/2012 10:45:00 m.



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