martedì 17 luglio 2012

[Lamiaeconomia] Saipem,cercasi volumi




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Saipem,cercasi volumi


Saipem,assolutamente senza volumi,sempre sotto il livello di 36.5.La mia sensazione è che
a breve assisteremo ad un esplosione di volumi con crollo del titolo.
A mio avviso è un titolo estremamente interessante per lo short,non posso sapere quando inizierà il movimento,ma sarà forte e veloce e vedremo una bella esplosione di volumi.




  Dott Fabio Troglia 
fabio.troglia@gmail.com 
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lunedì 16 luglio 2012

[Lamiaeconomia] Roubini e la "tempesta perfetta"



Novità: Portafoglio obbligazionario per cassettisti, rendimento netto 6.2%: come fare per visualizzarlo??? 
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Roubini e la "tempesta perfetta"



Ormai tutto il mondo conosce un personaggio del calibro di Mr. Nouriel Roubini.  Dr. Doom, uno dei più cupi catastrofisti economici dell'era moderna, aveva previsto la crisi subprime e, per certi versi, anche la crisi che siamo vivendo proprio ora, nel 2012.
Una crisi che dovrebbe culminare con quella che lui stesso ha definito"The Perfect Storm", la tempesta perfetta, prevista per il 2013.
Le avvisaglie ci sono tutte e, secondo il professore, non lasciano scampo: la tempesta perfetta del prossimo anno sarà molto peggio della crisi del 2008.
Apocalittico sull'eurozona, Roubini prevede che la Finlandia uscirà dall'euro prima della Grecia.
Roubini, professore alla New York University, aveva indicato lo scorso maggio quattro scenari che possono creare la "tempesta perfetta": il ristagno degli Stati Uniti, un acuirsi dei problemi del debito europei, la decelerazione delle economie emergenti, specie della Cina, e il conflitto militare in Iran. A suo parere, i dati dell'inflazione in Cina e le deludenti cifre dell'occupazione negli Usa mostrano che la tempesta perfetta si sta scatenando.
Per l'economista, il problema è che gli Stati sovrani stanno esaurendo le opzioni e non hanno "conigli da tirar fuori dal cilindro". E mentre nel 2008 la crisi si era potuta combattere con un'azione congiunta delle banche centrali, attualmente le azioni intraprese – come il ribasso dei tassi deciso dalla Bce e le iniziative delle banche centrali cinese e britannica – non hanno avuto l'effetto desiderato.
Su molti di questi punti non posso che essere in pieno accordo, anche se l'estremo catastrofismo del Professore rischia di diventare persin "troppo estremo".
Intanto però, su una cosa, dobbiamo assolutamente convenire. Ci si trova pienamente in accordo sul fatto che TUTTO il mondo sta frenando. Non solo l'Europa, non solo gli USA ma anche i paesi emergenti.
I punti interrogativi in questa fase, dove si è passati dalla possibilità di veder concretizzato il decoupling, fino invece a capire che MAI come oggi l'economia è globalizzata, sono veramente tanti. L'Eurozona che deve risolvere i propri problemi ed evitare il collasso. Gli Stati Uniti che devono progettare un percorso di rinnovata crescita. La Cina che rischia di non trovare una via d'uscita alla nuova e finora sconosciuta crisi economica interna.
Domande a cui nessuno può rispondere, anche perché credo sia ormai chiaro a tutti che il mondo INTERO si sta trovando di fronte la più grande crisi mai vista dai tempi della seconda guerra mondiale.
Ovvio, ora la guerra non c'è, ci mancherebbe, ma i danni portati dalla finanza spregiudicata ed allegra (e permettetemi, grazie all'incalcolabile egoismo dell'uomo) non sono certo meno pesanti da risolvere. Problemi di tantissimi tipi. Pensateci un attimo: Economici, non c'è dubbio, finanziari, questo e chiaro. Ma poi anche sociali. Grandi diseguaglianze e sperequazioni, problemi anagrafici nelle vecchie economie "core", la disoccupazione. Il problema quindi è veramente molto ampio e considerare questa crisi solo come ECONOMICO FINANZIARIA è decisamente limitativo. Anzi, lo definirei veramente scorretto.
Ci sono i mercati emergenti, vero. Sono loro quelli che dovranno prendere le redini economiche globali. In realtà, anche questi paesi, oggi stanno visibilmente rallentando e negli stessi sono visibili disequilibri veramente imbarazzanti.

Prendo ad esempio sempre la Cina. Immaginatevi le citta fantasma, la gente che torna alle campagne, un sogno che per molti è stato infranto. Ma questi paesi hanno la capacità OGGI di prendersi il testimone per la crescita economica di lungo periodo?

In realtà inizio a temere che anche questi paesi abbiano corso troppo e troppo in fretta, surriscaldandosi e mettendo a rischio la propria crescita economica di lungo periodo, che sarà comunque sempre maggiore di quella delle vecchie economie, grazie soprattutto ad un debito decisamente sostenibile, una popolazione più giovane, e un potenziale bacino di consumatori ancora non saturo.
Quindi tanta domanda interna, maggior indipendenza economica dall'estero, e anche un equilibrato indebitamento privato.
E per noi?
Diventa difficile fare previsioni. Probabilmente continueremo a barcamenarci per anni. O magari un haircut toserà il nostro debito e, dopo un periodo di profonda difficoltà, ripartiremo. Oppure finiremo comprati dagli stranieri e ridotti in colonie e terre di conquista commerciale.
Il futuro è tutto da scrivere, ma non posso negare che le tinte fosche restano per il momento quelle più predominanti.



Fonte: Intermarket&more


Dott. Fabio Troglia 
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[Lamiaeconomia] Short Ftse Mib a..



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Short Ftse Mib a..



Short Ftse Mib a 13620.Da quel livello si avrà l'ennesima accelerazione ribassista per l'indice italiano.
L'impostazione di medio dell'indice Ftse Mib,ovvero l'indice italiano rimane ribassista,senza tanta fantasia.
Buon trading a tutti samurai


  Dott Fabio Troglia
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domenica 15 luglio 2012

[Lamiaeconomia] Germania contro Credit Suisse




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Germania contro Credit Suisse




I clienti tedeschi della banca svizzera Credit Suisse sono sempre più nel mirino del fisco tedesco.  Le autorità tributarie della Germania hanno infatti ordinato una serie di perquisizioni a carico dei correntisti del loro Paese, sospettati di aver utilizzato i rapporti bancari con l'istituto di credito elvetico al fine di evitare il pagamento delle tasse.

  
A riferirlo è l'edizione odierna del quotidiano economico Handelsblatt, secondo il quale le operazioni sono state lanciate su tutto il territorio tedesco, e si concentrerebbero in particolare su alcuni prodotti assicurativi, che potrebbero essere stati sfruttati per mascherare le evasioni. Si tratta di strumenti venduti da Credit Suisse Life, ramo specializzato della banca, la cui sede è alle Isole Bermuda. Secondo indiscrezioni trapelate dagli inquirenti, le cifre sottratte alle casse pubbliche di Berlino potrebbero essere pari a numerosi miliardi di euro.
L'inchiesta, aggiunge ancora l'Handelsblatt, ha assunto dimensioni assolutamente rilevanti: nel mirino del fisco tedesco sarebbero infatti finiti ben 7 mila contribuenti. Un portavoce della banca ha spiegato che l'istituto sta consigliando ai propri clienti di collaborare con le autorità di Berlino. 



Dott. Fabio Troglia 
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sabato 14 luglio 2012

[Lamiaeconomia] Italia: previsioni di crescita secondo l'Economist


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Italia: previsioni di crescita secondo l'Economist



Ogni mese chiediamo ad un gruppo di economisti le  previsioni in merito alla crescita del PIL.
Essi sono spesso in disaccordo su quanto velocemente o lentamente le economie aumenteranno e diminuiranno (vedi previsioni della Francia questo mese). Il nostro ultimo sondaggio mostra che l'Italia ha la più grande discrepanza: le sue prospettive di crescita variano da zero a -2,6%, con una media di -1,8%. Gran Bretagna e Svezia presentano anch'esse grandi variazioni nelle previsioni. Molto dipende dalle ipotesi formulate in merito alla crescita in Europa. Uno dei nostri sondaggisti calcola che il PIL della zona euro si contrarrà dello 0,8% quest'anno, visione molto più pessimista rispetto le ultime previsioni della Commissione europea del -0,3%. Dall'inizio di quest'anno, per Spagna e Italia le previsioni di crescita del PIL si sono deteriorate maggiormente rispetto agli altri paesi interessati, le misure di austerità hanno inciso molto, soprattutto durante la recessione. I nostri sondaggisti sono d'accordo sulle prospettive di crescita dell'America nel 2012. Le loro previsioni variano tra 1,8% e 2,5%, con un tasso di crescita medio del 2,1%.



Fonte: The Economist

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venerdì 13 luglio 2012

[Lamiaeconomia] Grecia: isole in vendita!


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Grecia: isole in vendita!


Sono tempi duri per i proprietari delle isole greche. Alle prese con una nuova tassa sulla proprietà imposta dalla troika e tassi d'interesse alle stelle, sono costretti a vendere al ribasso. I potenziali acquirenti, comunque, dovranno fare i conti con la burocrazia locale.


Vi piacerebbe godervi la brezza dell'Egeo sulla vostra isola privata? Se avete denaro a sufficienza questo è il momento di cominciare a sondare il terreno. La crisi ha infatti provocato un aumento del 100 per cento nell'offerta di isole private in territorio greco (per il momento lo stato non intende vendere le sue). Spiagge paradisiache, panorami mozzafiato e un clima mite per tutto l'anno sono soltanto alcune delle attrattive delle isole in vendita.
"Prima della crisi avevamo sempre tra le 6 e le 10 isole in vendita, ma ora ne abbiamo quasi 20", spiega Chris Krolow, direttore di Private Islands, società di base in Canada che vende isole in tutto il globo via internet.
Sul sito della compagnia ci sono diverse isole greche in vendita. Il prezzo oscilla tra il milione e mezzo di euro di San Anastasios e i 150 milioni di Patroclos. Quest'ultima, una maestosa isola di 260 ettari molto vicina ad Atene, viene pubblicizzata sul sito come un luogo caratterizzato da "grandi spiagge sabbiose e un'acqua incontaminata e ricca di pesci".
Nonostante gli esperti assicurino che i prezzi non sono calati di molto, è comunque possibile trovare alcuni affari allettanti: "Abbiamo visto prezzi calare da quattro a due milioni di euro", garantisce Nicola Mugni, intermediario dell'agenzia Demeures de Grece. La crisi economica che mantiene il 27,7 per cento dei greci al di sotto della soglia di povertà ha colpito anche i grandi ricchi. 
Una delle ragioni che spingono i proprietari ad abbassare le pretese – che si tratti di isole intere, appezzamenti di terreno o lussuose ville – è la nuova tassa sulla proprietà: "La maggior parte di loro ha investito denaro in altri beni, e con le nuove imposte approvate nell'ambito del patto di austerity greco la ricchezza ormai costa molto cara. La percentuale varia, ma l'importo della tassa può ammontare a una piccola fortuna per i proprietari di un'isola o di una grande villa. Per un compratore esperto è facile 'lavorarsi' questo genere di venditori", aggiunge Mugni. 
Inoltre molti proprietari terrieri delle isole non sono in grado di pagare gli interessi sui prestiti concessi dalle banche e di conseguenza sono obbligati a vendere a prezzi stracciati, come sottolinea Stavros Stellas, un agente immobiliare che conosce bene il mercato dell'Egeo.
Lo stesso Stellas è stato costretto a abbassare il prezzo di un terreno di sua proprietà. "Possiedo un grande lotto di terra di 17mila metri quadri, e qualche anno fa l'ho messo in vendita per 1,7 milioni di euro. Oggi lo offro a un milione per via della pressione bancaria", spiega.

Comunque sia, se avete denaro e volete comprarvi un'isola greca, preparatevi a una lunga ricerca. Quasi tutte le persone che possiedono un'isola sono infatti sufficientemente ricche da non subire il caos speculativo, e non temono un crollo dei prezzi nemmeno in caso di abbandono dell'euro da parte della Grecia: "la proprietà di lusso non calerà di prezzo anche se il paese tornerà alla dracma e la moneta si svaluterà. Chi non ha problemi economici non svende", sottolinea Mugni. I greci, tra l'altro, hanno la fama di grandi negoziatori. 

Un ulteriore ostacolo all'acquisto è rappresentato dall'asfissiante burocrazia greca: "per un investitore è stressante comprare un'isola greca e scoprire che ci vorranno lustri prima di avere l'autorizzazione a costruire qualcosa", sottolinea Krolow.
Gli amanti delle occasioni hanno fatto salire alle stelle la domanda in tutto il malconcio mercato immobiliare greco. "Un tempo avevamo compratori di 70 paesi, ma negli ultimi 10 mesi abbiamo avuto clienti provenienti da 120 stati diversi", spiega Georgios Stroumboulis dell'agenzia online Greek Property Exchange.
"Come accade in tutte le economie in difficoltà, molte persone cercano l'occasione per fare un buon affare", aggiunge. E i problemi finanziari della Grecia hanno attirato l'attenzione dei professionisti dell'occasione.


Fonte: PressEurop


Dott. Fabio Troglia
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giovedì 12 luglio 2012

[Lamiaeconomia] Italiani:quanto abbiamo pagato gli aiuti internazionali??



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Italiani: quanto abbiamo pagato gli aiuti internazionali???
La prima tranche di aiuti europei alle banche spagnole aumenterà il debito pubblico italiano di quasi 6 miliardi.


Lo ha detto il ministro
dell'Economia Vittorio Grilli a margine di un intervento in commissione Bilancio del Senato.
"Più o meno è quello", ha risposto Grilli alla domanda se l'impatto sia pari a poco meno di 6 miliardi.


L'Eurogruppo si è impegnato a versare alla Spagna 30 miliardi entro fine mese. Il veicolo sarà l'Efsf, l'European financial stability facility.
Per erogare prestiti, l'Efsf si finanzia sul mercato emettendo passività che gli Stati membri garantiscono in base alla propria quota di partecipazione, pari al 19,2% nel caso dell'Italia.


L'Europa non ne tiene conto ai fini delle verifiche sul rispetto del Patto di stabilità, ma le garanzie fanno aumentare il debito pubblico anche se non vengono escusse.
"È un debito figurativo, non appesantisce le nostre emissioni", ha detto il ministro.


Al netto del sostegno a Spagna e Cipro, il governo ha calcolato che tra 2010 e 2013 le garanzie italiane all'Efsf hanno un impatto sul debito pubblico di circa 45 miliardi.

Fonte: Reuters Italia


Dott. Fabio Troglia 
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