mercoledì 29 agosto 2012

[Lamiaeconomia] Bund attenti perchè...




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Bund attenti perchè...


Il Bund ci anticipa che il ribasso,per la ricerca dell'intermedio è partita.Quindi dovremmo avere un movimento duplice, con Bund che raggiungerà il suo secondo max di periodo probabilmente a 14500 se non più in alto,mentre i mercati azionari dovranno scendere.Probabilmente l'accelerazione la si avrà oggi dopo i dati americani delle 14 30.
Buon trading samurai


  Dott Fabio Troglia
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[Lamiaeconomia] Montecarlo: paradiso fiscale ma non per tutti!


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Montecarlo: paradiso fiscale ma non per tutti!


Un paradiso (fiscale) tra le Alpi Marittime e la Costa Azzurra, è lo storico Principato di Monaco. Noto a molti col nome di Montecarlo, il Principato di Monaco è stato sempre considerato uno dei luoghi più esclusivi al mondo per via dell'altissima qualità della vita dei loro residenti, grazie anche ad un'economia sicuramente unica al mondo.


Il Pil è pari a 6,888 bn$ e il reddito pro-capite è pari a $186.175, il più alto al mondo. La disoccupazione è pari allo 0% e le tasse non si pagano. Ovviamente, per privilegiare di questi benefici, bisogna essere residenti nel Principato, cosa che non è da tutti: un monolocale nel Principato di Monaco costa mediamente tra 800.000€ e 1.200.000€ fino ad arrivare ai 50.000.000€ per un attico con vista sul mare. Inoltre, si deve attestare di avere un patrimonio tale da permettersi una vita agiata, il tutto tramite una banca monegasca che controllerà i requisiti patrimoniali atti ad ottenere la cittadinanza: anche qui si parla di cifre non del tutto accessibili, dalle 500.000€ in su. Per ottenere la cittadinanza si deve però attestare la permanenza nel Principato per circa 183 giorni tramite utenze domestiche e scontrini locali, cosa non facile nel tranquillissimo paradiso fiscale. 

Economia perfetta, ma non per tutti quella del Principato di Monaco.



Dott. Fabio Troglia 
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Postato da Lamiaeconomia di Fabio Troglia su Lamiaeconomia il 8/29/2012 09:00:00 m.



martedì 28 agosto 2012

[Lamiaeconomia] La Catalogna chiede aiuto!


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La Catalogna chiede aiuto!


La Regione della Catalogna ha annunciato che ricorrerà al sostegno della liquidità del fondo statale spagnolo.
Lo ha detto a Reuters una portavoce del responsabile economico catalano. "Non accetteremo condizioni politiche per l'aiuto" ha sottolineato la portavoce, aggiungendo che la Catalogna non ha ancora determinato l'importo della richiesta. Tra le 17 regioni autonome spagnole già Valencia e Murcia avevano reso noto di dover ricorrere al sostegno dello stato centrale, attraverso il fondo di liquidità la cui costituzione è stata annunciata in luglio da Madrid ma che non è ancora diventato operativo. Dovrebbero essere circa sei le regioni spagnole che, si prevede, finiranno per richiedere aiuti al fondo.

Fonte: Reuters

Dott. Fabio Troglia 
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Postato da Lamiaeconomia di Fabio Troglia su Lamiaeconomia il 8/28/2012 02:29:00 p.



[Lamiaeconomia] Per uscire dalla crisi... investiamo nel whisky!


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Per uscire dalla crisi... investiamo nel whisky!


Nell'attuale periodo di contingenza economica il mercato del lusso non ha subito grossi contraccolpi facendo registrare buone vendite nella categoria beni di lusso, specialmente nei paesi asiatici.


Gli alcolici e in particolare il vino sono sempre stati considerati degli status symbol, ma non solo, ci sono appassionati che sono riusciti a far diventare la loro più grande passione un vero e proprio lavoro considerando i propri acquisti come dei veri investimenti.

Il trucco è quello di acquistare bottiglie pregiate che con il tempo incrementano il proprio valore per poi rivenderle agli appassionati. Questo tipo di investimenti nel settore alcolici sta conoscendo un nuovo e inaspettato protagonista: il whisky, bevanda alcolica ottenuta dalla distillazione di vari cereali ed invecchiata in botti di legno. Tra i maggiori gruppi produttori di whisky annoveriamo la Pernod Ricard e il gruppo Diageo dei quali fanno parte i whisky che siamo soliti trovare nei comuni negozi di genere alimentari.
Secondo Whisky Highland, società di consulenza specializzata, al mondo sono presenti 10 bottiglie di whisky, rarissime e pregiate, che hanno conosciuto una rivalutazione del 381 % dal 2008 al primo trimestre del 2012. Davvero niente male come investimento.
Questi dati fanno indubbiamente venire l'acquolina in bocca, tuttavia, improvvisarsi esperti di wkisky non è certamente semplice. La chiave del successo è quella di saper valutare e scegliere le bottiglie giuste destinate a salire di valore. Un processo non semplice e non immediato. Tuttavia, stando alla classifica stilata da Whisky Highland, anche a fronte di una selezione non accurata, i ritorni sono comunque interessanti: la top 1.000 delle bottiglie di whisky ha un rendimento teorico dell' 85,77% tra il 2008 e aprile 2012.  
Un mercato giovane ma molto rampante. Alcune società come la World Whisky Index hanno realizzato degli indici di prezzi che seguono il mercato del whisky esattamente come un listino di borsa. Stando alle stime del World Whisky Index i rendimenti attesi si attesterebbero intorno al 12% l'anno. Micheal Kappen, imprenditore olandese, afferma: "il whisky è un investimento stabile, assicurando un ritorno di circa il 12 % all'anno. Le azioni rischiano sempre di perdere valore, con il whisky, finora, non è mai accaduto". Charles Curtis, responsabile delle aste di vini e liquori nel Nord America, ha dichiarato che attualmente il mercato del whisky si trova esattamente al punto in cui si trovava il mercato del vino circa 20 anni fa. Questo significa che si possono fare investimenti facili ottenendo un buon ritorno. 
Chiaramente i ritorni economici non si possono di certo ottenere con un whisky "commerciale" magari acquistato presso la GDO. Si deve investire esclusivamente in edizioni limitate. Tra le distellerie più note: la Macallan, la Glenfiddich, la Port Ellen la Dalmore (un imprenditore cinese ha acquistato per la bellezza di 140 mila euro un esemplare di 62 anni fa di quest'ultima casa).
Investire in whisky quindi si può. Tra le accortezze da avere, oltre quelle della scelta oculata delle bottiglie, si deve considerare comunque che un investimento di questo tipo è a lungo termine, dai 10 anni in su. Inoltre, essendo un mercato molto di nicchia, qualora ci si volesse sbarazzare della propria collezione, per ottenere liquidità bisognerà aspettare un bel po' di giorni.

Ma quindi come e dove cominciare?
A questo punto è quantomeno opportuno e doveroso fare un piccolo distinguo: c'è una grande diffirenza tra un vero collezionista o un investitore che ha scelto di investire il proprio denaro in whisky. Il primo indubbiamente passionale, il secondo con un approccio aziendalista. Per fare soldi con il whisky si deve appartenere obbligatoriamente alla seconda categoria.
Preparare un business plan annuale, tenere traccia di tutti i propri investimenti, monitorare la variazione del prezzo delle varie marche di whisky e pianificare la propria strategia, sono azioni propedeutiche se si spera di avere un ritorno economico. La parola d'ordine è: occhi aperti ed informazione/formazione continua.
Oltre a quello che abbiamo detto precedentemente, leggendo i giornali del settore, bisogna fare attenzione agli annunci di distillerie dismesse o che hanno da poco terminato la produzione. Anche fiere di whisky, aste, mercatini delle pulci, possono celare dei buoni affari. Se invece siete disposti a correre qualche rischio, l'acquisto di un intero barile di whisky protebbe rivelarsi una mossa vincente; se la qualità del whisky acquistato è buona, dopo un lasso di tempo di 10 anni il ritorno economico è sicuro. Sarà anche possibile imbottigliare il whisky della botte acquistata e venderlo.


Fonte: International business times



Dott. Fabio Troglia 
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Postato da Lamiaeconomia di Fabio Troglia su Lamiaeconomia il 8/28/2012 11:46:00 m.



lunedì 27 agosto 2012

[Lamiaeconomia] Analisi tecnica funziona?


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Analisi tecnica funziona?



Questa è una domanda che spesso mi viene fatta e a cui rispondo con piacere: "assolutamente sì".

Il problema è che spesso chi la utilizza la usa male, non la conosce abbastanza e allora dice che l'analisi tecnica non funziona, oppure dice di essere un fondamentalista.
Il concetto è molto semplice: la borsa ha un linguaggio espresso in numeri, l'insieme rappresenta la numerazione, il suo andamento è governato non da una sola regola, ma, come nella matematica, da tante regole e tutte devono essere conosciute, perchè altrimenti.....
Quindi io posso dire che 2+2 =4 , ma anche che 6-2 = 4 dobbiamo arrivare allo stesso risultato, ma lo spieghiamo secondo strade diverse, ovvero le diverse tecniche di analisi dei mercati.

Altro dettaglio fondamentale: ogni analisi sia tecnica che astrale deve portare ad un unico risultato, ovvero a dei numeri che devono essere identici, la differenza tra un modo di interpretare un mercato rispetto ad un altro è semplicmente legato all'efficacia con cui siamo in grado di accorgerci dell'inizio del movimento.
Quindi la mia opinione finale è che senza una buona preparazione tecnica è impossibile fare il trading di professione, ovvero guadagnare in maniera costante e profittevole nel tempo, ma ovviamente questa è solo la mia opinione...


Dott. Fabio Troglia 
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Postato da Lamiaeconomia di Fabio Troglia su Lamiaeconomia il 8/27/2012 03:15:00 p.



[Lamiaeconomia] Sp500,non ha ancora finito la discesa



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Sp500,non ha ancora finito la discesa

Sp500, non ha ancora finito la discesa,quindi non ha ancora trovato il minimo dell'intermedio,la configurazione grafica lo conferma. Quindi mia spetto un minimo in area 1390-1380,avremo conferma che quello sia un minimo dalla formazione grafica che si genererà.Penso che a livello di timing si formi in questa settimana.
Buon trading samurai

  Dott Fabio Troglia
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domenica 26 agosto 2012

[Lamiaeconomia] Un'alternativa all'Italia (seconda parte)


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Un'alternativa all'Italia (seconda parte)


Ecco la seconda tranche di consigli per tutti gli italiani che vorrebbero lasciare il Belpaese ma non sanno come fare...


In questa seconda parte ci concentreremo quindi sui consigli e sulle soluzioni per chi vuole veramente farcela, ispirandoci anche a quesiti che ci sono arrivati nel frattempo. Il primo consiglio è di affrontare l'intero progetto come un gioco. Non importa quanto possa sembrare difficile, e oggettivamente le complessità non mancano, ma nel momento in cui diventate "troppo seri" la magia svanisce e incontrerete molti più ostacoli di quel che pensate. Il "gioco" diventa ancora più importante se ci sono più persone coinvolte nel progetto. Un caso tipico sono i figli. Un errore tipico che ho visto consiste nell'informarli della vostra decisione a fatto compiuto, presentandogliela come una decisione già presa che loro devono accettare o rifiutare. Un ragazzo oppure un bambino avrà legami con gli amici, con parenti a cui è particolarmente affezionato, avrà anche abitudini a cui non vorrebbe rinunciare e infine avrà timore dell'ignoto. In pratica avrà le stesse remore che avete affrontato voi, come adulti, prima di arrivare a una decisione stabile. Voi magari ci avete messo giorni o settimane prima di maturare tale decisione e gli chiedete di fare lo stesso percorso in pochi minuti oppure in un giorno o due, naturalmente non funziona. Se lo mettete di fronte a una scelta del tipo "sì" o "no" finirà molto probabilmente per dirvi di no. Un altro errore è di parlare con i figli quando non si è ancora convinti della scelta cercando che siano loro a rassicurarci oppure farsi sentire dai figli mentre si discute del trasferimento prima di avergliene parlato.
Un approccio che funziona è invece il seguente: prendete una decisione in quanto adulti che tenga anche in considerazione le esigenze dei vostri figli. Può essere anche semplicemente la decisione di compiere un primo viaggio esplorativo e vedere se il posto in cui vorreste trasferirvi è davvero adatto a voi. Coinvolgete il ragazzo oppure il bambino nell'esplorazione di questo nuovo posto cercando di far leva sulle cose che sapete che gli piacciono. Ad esempio, il ragazzo o la ragazza sono particolarmente attaccati ai compagni di scuola, e voi gli proponete di esplorare qualche scuola nel posto dove intendete trasferirvi, senza dire che volete trasferirvi, ma dicendo che volete vedere che cosa c'è di diverso rispetto alla scuola che già frequentano. Magari vostro figlio desidera una scuola dove si faccia molto sport perché è appassionato. Potete iniziare insieme a lui la ricerca di una scuola che sia forte nelle attività sportive, includendo anche il luogo in cui intendete trasferirvi. In pratica fate in modo che siano i vostri figli a chiedervi di trasferirvi perché si sono innamorati del posto e quindi sono pronti a rinunciare alle cose che hanno in Italia. Così facendo i vostri figli diventeranno i primi a spingere per il trasferimento e vi aiuteranno a superare i futuri ostacoli nel percorso.
Alcuni si chiedono se sia giusto spostare i propri figli e se un domani i loro figli potrebbero rinfacciare loro la scelta del trasferimento. La risposta è semplice: siete voi in quanto adulti che dovete valutare la situazione nell'interesse di tutti e non dovete dimenticare che i vostri figli domani potrebbero rinfacciarvi di non avere avuto il coraggio di farla. E' successo e anche più di una volta. Nel caso in cui otteniate un primo no, dal vostro compagno o compagna oppure dai vostri figli, non abbattetevi e cercate nuovi argomenti che possano motivarli.
In primo luogo dovete sapere che non siete soli. Negli ultimi due anni hanno lasciato l'Italia, ufficialmente, 200.000 persone. Stime empiriche, probabilmente più accurate, ci dicono che in realtà se ne sono andate circa 800.000 persone visto che di solito, nei primi anni dopo il trasferimento, solo 1 persona su 4 si iscrive all'AIRE (l'elenco degli italiani residenti all'estero). E' quindi iniziata una nuova grande ondata di emigrazione che non si vedeva da decenni e che sta portando i nostri connazionali verso tutte le parti del mondo.
Il secondo consiglio che vi posso dare è di non temporeggiare. Ogni mese che passa rende il trasferimento più difficile, sia perché la vostra motivazione cala col tempo, sia perché le condizioni per un esodo dall'Italia diventeranno sempre più difficili sia perché il paese verso cui pensate di trasferirvi potrebbe limitare gli afflussi per eccesso d'immigrazione da un particolare paese. Nel caso degli Stati Uniti, ad esempio, c'è una quota massima di immigrati che ogni anno possono essere accettati dall'Italia, e tale quota si basa anche sullo storico delle immigrazioni. Maggiore è il numero di immigrati dall'Italia negli ultimi anni, minore sarà la quota per gli anni successivi. Gli Stati Uniti infatti cercano di riservare pari opportunità di immigrazione da tutti i paesi del mondo e danno priorità ai paesi che finora non hanno avuto un grande numero d'immigrati.
Il terzo consiglio che vi posso dare è di suddividere la decisione in passi più piccoli, qualora fosse troppo grande da affrontare tutta insieme. Nel momento in cui ci si decide di trasferirsi bisogna rinunciare a tante cose: il lavoro, l'assistenza malattia, le abitudini, gli amici e i famigliari. Bisognerà anche rinunciare a oggetti che non possono essere trasportati. Talvolta la somma di tutte queste cose è eccessiva e si scontra con una serie di elementi ignoti per quel che riguarda la nostra destinazione finale. Potete quindi suddividere la scelta in passaggi minori. In primo luogo è consigliabile scegliere il posto dove si dovrebbe andare. Cercate un posto dove siete stati oppure organizzate uno o più viaggi per familiarizzarvi con la località e per crearvi una prima cerchia di amicizie che sarà fondamentale. Cercate anche il consiglio di professionisti. Un primo investimento iniziale si ripagherà abbondantemente perché vi chiarirà completamente le idee e vi permetterà di evitare errori che potrebbero costarvi cari. E anche nel caso decideste di non partire, avrete preso una decisione informata e serena, senza basarvi su sentito dire o impressioni sbagliate. Molti si chiedono se la vita nel posto in cui vogliono andare sarà piacevole e se la loro famiglia potrà integrarsi bene. La mia esperienza, per lo meno con gli Stati Uniti, è che ho sempre trovato persone molto ospitali, cordiali e pronte ad aiutare anche se nessun glielo aveva chiesto. Ho trovato anche molta cordialità e collaborazione negli uffici pubblici. Solo chi ha vissuto all'estero in un paese moderno sa quanto sia più facile la vita rispetto all'Italia. Non è mia intenzione criticare il Bel Paese a tutti i costi, vi sono affezionato e lo trovo splendido in molti aspetti, ma le complicazioni che un cittadino o un imprenditore deve affrontare ogni singolo giorno e che ogni singolo giorno aumentano, sono tipiche dell'Italia. In questo senso, il detto "tutto il mondo è paese" non vale. Un progetto ambizioso come il trasferimento in un'altra nazione richiede tuttavia numerosi passi e qualsiasi supporto dall'esterno è sempre ben venuto. Per questo motivo, basandomi anche sulle richieste che mi sono arrivate, progetteremo degli strumenti semplici che potrete utilizzare per fare il percorso basandosi sull'esperienza già maturata da chi l'ha fatto prima di voi.

Fonte: Voglio vivere così

Dott. Fabio Troglia 
fabio.troglia@gmail.com 
www.lamiaeconomia.com

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Postato da Lamiaeconomia di Fabio Troglia su Lamiaeconomia il 8/26/2012 09:00:00 m.

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