venerdì 19 ottobre 2012

[Lamiaeconomia] Copper come stai??


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Copper come stai??

Cari amici delle commodities,

causa molti impegni non sono più riuscito a postare nulla in merito,ma ora rieccomi.
Il Copper nel suo attuale ciclo ha disegnato due max inferiori dentro un ciclo più grande già negativo quindi....
Attendiamo la rottura della linea tratteggiata verde per dare il via alle danze ovvero,vedere il Copper sotto i 3 euro.
Penso che tale movimento lo vedremo entro dicembre.

Buon trading samurai

  Dott Fabio Troglia 
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Postato da Lamiaeconomia di Fabio Troglia su Lamiaeconomia il 10/19/2012 11:19:00 m.



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[Lamiaeconomia] Catalunya: ecco il primo disubbidiente!


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Catalunya: ecco il primo disubbidiente!




Il Municipio di Gallifa (nel  Vallès occidentale) ha proclamato quest'oggi la propria "disubbidienza fiscale".
Ciò comporterà, oltre al rifiuto di versare le imposte allo stato centrale, che il Sindaco di questo comune si impegnerà a corrispondere il dovuto all'Agenzia Tributaria Catalana, dipendente dalla Generalitat (l'amministrazione) della Comunidad autonoma.
L'uomo politico, Jordi Fornas, militante del partito Solidaritat Catalana por la Independencia (SI), ha spiegato in una intervista rilasciata in Parlamento che "la disubbidienza fiscale contro lo stato spagnolo è una logica conseguenza del fatto che, quindici giorni orsono, il  comune (di Gallifa) si è dichiarato "libero territorio sovrano".
Agli effetti pratici, la dichiarazione di "disubbidienza" comporta che, ad esempio, il gettito dovuto per l'IRPF (l'equivalente della tassa italiana sul reddito NdT) cessa di affluire all'Agenzia delle Entrate spagnola per riversarsi nelle casse dell'omologa entità catalana (autonoma da Madrid). Il Sindaco ha ammesso di non saper prevedere quali possano essere le ripercussioni giuridiche dell'insubordinazione nei riguardi del governo nazionale: "Non sappiamo cosa possa accadere: entriamo in un terreno sconosciuto".
Gallifa è un piccolo municipio di poco più che duecento abitanti facente parte del distretto Vallès occidentale. Solidaritat  gode della maggioranza assoluta dei consiglieri locali eletti, tanto che sia la mozione sulla sovranità che quella di disubbidienza fiscale sono state approvate all'unanimità. Dallo stesso partito, il Segretario generale di SI, Uriel Beltran, ha elogiato la decisione dell'amministrazione di Gallifa sottolineando che "per la prima volta una istituzione catalana si è autodefinita disubbidiente ed ha affermato di non voler più pagare le proprie imposte allo stato spagnolo".

Fonte: L'Indipendenza


Dott. Fabio Troglia 
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Postato da Lamiaeconomia di Fabio Troglia su Lamiaeconomia il 10/19/2012 09:00:00 m.



giovedì 18 ottobre 2012

[Lamiaeconomia] Il grande fratello


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Il grande fratello



Senza dirlo a nessuno il ministero degli Interni italiano ha ottenuto dai vertici di Facebook le chiavi per entrare nei profili degli utenti anche senza mandato della magistratura. Una violazione della privacy che farà molto discutere.

Negli Stati Uniti, tra mille polemiche, è allo studio un disegno di legge che, se sarà approvato dal Congresso, permetterà alle agenzie investigative federali di irrompere senza mandato nelle piattaforme tecnologiche tipo Facebook e acquisire tutti i loro dati riservati.
In Italia senza clamore, lo hanno già fatto. I dirigenti della Polizia postale due settimane fa si sono recati a Palo Alto, in California, e hanno strappato, primi in Europa, un patto di collaborazione che prevede la possibilità di attivare una serie infinita di controlli sulle pagine del social network senza dover presentare una richiesta della magistratura e attendere i tempi necessari pei una rogatoria internazionale. Questo perchè, spiegano alla Polizia Postale, la tempestività di intervento è fondamentale per reprimere certi reati che proprio per la velocità di diffusione su Internet evolvono in tempo reale.
Una corsia preferenziale, insomma, che potranno percorrere i detective digitali italiani impegnati soprattutto nella lotta alla pedopornografia, al phishing e alle truffe telematiche, ma anche per evitare inconvenienti ai personaggi pubblici i cui profili vengono creati a loro insaputa. Intenti forse condivisibili, ma che di fatto consegnano alle forze dell'ordine il passepartout per aprire le porte delle nostre case virtuali senza che sia necessaria l'autorizzazione di un pubblico ministero. In concreto, i 400 agenti della Direzione investigativa della Polizia postale e delle comunicazioni potranno sbirciare e registrare i quasi 17 milioni di profili italiani di Facebook.
Ma siamo certi che tutto ciò avverrà nel rispetto della nostra privacy? In realtà, ormai da un paio d'anni, gli sceriffi italiani cavalcano sulle praterie di bit. Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza e persino i vigili urbani scandagliano le comunità di Internet per ricavare informazioni sensibili, ricostruire la loro rete di relazioni, confermare o smentire alibi e incriminare gli autori di reati. Sempre più persone conducono in Rete una vita parallela e questo spiega perchè alle indagini tradizionali da tempo si affianchino pedinamenti virtuali. Con la differenza che proprio per l'enorme potenzialità del Web e per la facilità con cui si viola la riservatezza altrui è molto facile finire nel mirino dei cybercop: non è necessario macchiarsi di reati ma basta aver concesso l'amicizia a qualcuno che graviti in ambienti "interessanti" per le forze dell'ordine.
A Milano, per esempio, una sezione della Polizia locale voluta dal vicesindaco Riccardo De Corato sguinzaglia i suoi "ghisa" nei gruppi di writer, allo scopo di infiltrarsi nelle loro community e individuare le firme dei graffiti metropolitani per risalire agli autori e denunciarli per imbrattamento. Le bande di adolescenti cinesi che, tra Lombardia e Piemonte, terrorizzano i connazionali con le estorsioni, sono continuamente monitorate dagli interpreti della polizia che si insinuano in Qq, la più diffusa chat della comunità. Anche le gang sudamericane, protagoniste in passato di regolamenti di conti a Genova e Milano, vengono sorvegliate dalle forze dell'ordine. E le lavagne degli uffici delle Squadre mobili sono ricoperte di foto scaricate da Facebook, dove i capi delle pandillas che si fanno chiamare Latin King, Forever o Ms18 sono stati taggati insieme ad altri ragazzi sudamericani, permettendo così agli agenti di conoscere il loro organigramma. Veri esperti nel monitoraggio del Web sono ormai gli investigatori delle Digos, che hanno smesso di farsi crescere la barba per gironzolare intorno ai centri sociali o di rasarsi i capelli per frequentare le curve degli stadi. Molto più semplice penetrare nei gruppi considerati a rischio con un clic del mouse. Quanto ai Carabinieri, ogni reparto operativo autorizza i propri militari, dal grado di maresciallo in su, ad accedere a qualunque sito internet per indagini sotto copertura, soprattutto nel mondo dello spaccio tra giovanissimi che utilizzano le chat per fissare gli scambi di droga o ordinare le dosi da ricevere negli istituti scolastici. Mentre, per prevenire eventuali problemi durante i rave, alle compagnie dei Carabinieri di provincia è stato chiesto di iscriversi al sito di social networking Netlog, dove gli appassionati di musica tecno si danno appuntamento per i raduni convocando fans da tutta Europa. A caccia di raver ci sono anche i venti compartimenti della Polizia postale e delle comunicazioni, localizzati in tutti i capoluoghi di regione e 76 sezioni dislocate in provincia. «Il nostro obiettivo è quello di prevenire i rave party prima che abbiano inizio», spiegano, «e per questo ci inseriamo nelle comunicazioni tra organizzatori e partecipanti, nei social network, nei forum e nei biog». Così può capitare che anche chi ha semplicemente partecipato ad una chat per commentare un gruppo musicale finisca per essere radiografato a sua insaputa.
In teoria queste attività sono coordinate dalle procure che conducono le indagini su singoli fatti o su fenomeni più ampi. I responsabili dei social network non ci tengono a farlo sapere e parlano di una generica offerta di collaborazione con le forze dell'ordine per impedire che le loro piattaforme favoriscano alcuni delitti. Un investigatore milanese rivela a "L'espresso" che, grazie alle autorizzazioni della magistratura, da tempo ottiene dai responsabili di Facebook Italia di visualizzare centinaia di profili riservati di altrettanti utenti, riuscendo persino ad avere accesso ai contenuti delle chat andando indietro nel tempo fino ad un anno. Chi crede di aver impostato le funzioni di riservatezza in modo da non permettere a nessuno di vedere le foto, i post e gli scambi di messaggi con altri amici, in realtà, se nel suo gruppo c'e un sospetto, viene messo a nudo e di queste intrusioni non verrà mai a conoscenza.

E non sempre l'autorità giudiziaria viene messa al corrente delle modalità con cui vengono condotte alcune indagini telematiche. Un ufficiale dei Carabinieri, che chiede di rimanere anonimo, ammette che certe violazioni della legge sulla riservatezza delle comunicazioni vengono praticate con disinvoltura: «Talvolta», spiega l'ufficiale. «creiamo una falsa identità femminile su Fb, su Msn o su altre chat, inseriamo nel profilo la foto di un carabiniere donna, meglio se giovane e carina, e lanciamo l'esca. II nostro carabiniere virtuale tenta un approccio con la persona su cui vogliamo raccogliere informazioni, magari complimentandosi per un tatuaggio. E in men che non si dica facciamo parte del suo gruppo, riuscendo a diventare "amici" di tutti i soggetti che ci interessano». Di tutta questa attività, spiega ancora l'ufficiale, «non sempre facciamo un resoconto alla procura e nei verbali ci limitiamo a citare una fantomatica fonte confidenziale». Da oggi, in virtù dell'accordo di collaborazione con Mark Zuckerberg siglato dalla Polizia, chi conduce queste indagini potrà fare a meno di avvisare un magistrato perchè «la fantasia investigativa può spaziare», prevede un funzionario della Polposta, «e le osservazioni virtuali potranno essere impiegate anche in indagini preventive».

Fonte: I segreti della casta
http://odiolacasta.blogspot.se/2012/10/facebook-il-ministero-degli-interni-ha.html 


Dott. Fabio Troglia 
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Postato da Lamiaeconomia di Fabio Troglia su Lamiaeconomia il 10/18/2012 09:00:00 m.



mercoledì 17 ottobre 2012

[Lamiaeconomia] Ftse Mib analisi tecnica



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Direi che una mia recente analisi è vicina...

http://www.lamiaeconomia.com/2012/10/ftse-mib-analisi-tecnica.html



Dott Fabio Troglia 
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Lamiaeconomia da oggi è anche su youtube!

Guarda il video:



[Lamiaeconomia] I giovani del villaggio!


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I giovani del villaggio!


Il discorso di Paolo Villaggio ai giovani italiani...


"Ho detto varie volte e continuo a dirlo alle massaie del mercato rionale, dove vado tutte le mattine: "C'avete ragione, tutti i telegiornali, nei primi venti minuti vi torturano in una lingua sconosciuta, che sembra turco, i giornali poi fate bene a non comprarli perché scrivono addirittura in lingua cuneiforme e gli ospiti di Porta a Porta parlano in sanscrito!". Però voglio spiegare a tutti i vostri lettori anziani, in maniera chiara quale sarà il vostro futuro: userò il mio italiano rozzo, poco brillante, ma spero comprensibile.
I capi manipolo parlano solo dei giovani: "Ci occuperemo soprattutto dei giovani" promettono! E i vecchi? Ve lo dico io la loro sorte: quelli che hanno ereditato nonni disonesti, politici grandi ladri o mafiosi a Natale e a Ferragosto e il giorno del loro compleanno, sono circondati da branchi di nipotini festanti che sono più allegri e vi abbracciano con affetto teatrale perché siete vicini alla morte. Se siete poveri per il compleanno vi lasceranno soli, se siete molto poveri ad agosto vi legheranno in autostrada con i cani.
Quindi, se voi poveri credete nelle promesse della Chiesa, non chiedete aiuto al Padreterno o alla Colomba che son troppo indaffarati, mandate all'indirizzo email di Padre Pio e chiedete di farvi mandare un grosso prestito in dollari americani per sopravvivere almeno dignitosamente. Se anche lassù c'è una crisi come quaggiù, chiedete la possibilità di morire subito sotto un tram, perché su, in Direzione Generale, non accettano eutanasie o soprattutto suicidi.
Per quanto riguarda i giovani non credono più nei miracoli e soprattutto alle promesse dei politici. Il benessere nel quale sono cresciuti li ha viziati: vogliono vivere come i calciatori ricchi, sono pieni di tatuaggi, con la cresta colorata, rasati da una parte o alla Balotelli, pieni di piercing e di orecchini, vogliono dormire con una velina diversa per sera, fare i vincitori dell'Isola dei famosi, vivere come gli amministratori delle Province italiane, sono presenzialisti, non vanno a cercare paradisi terrestri, ma ad agosto vanno a vedere i Vip nell'inferno di Ibiza.
Per quanto riguarda i vecchi che hanno lavorato lamentandosi tutta la vita e che hanno vissuto onestamente fingendo di essere buoni e che hanno invidiato i giovani ferocemente, scoprono di essere stati più felici alla loro età, ma addirittura di esserlo anche ora che sono vecchi. Purtroppo non riescono più a credere nelle truffe della Chiesa: nel Paradiso, nella resurrezione della carne, nel Giudizio Universale e nella famigerata vita eterna. 
I giovani s'incazzano quando noi li chiamiamo con disprezzo "bamboccioni" e hanno ragione, così non li aiutiamo in questo momento difficile, però questi "bambini" fino a 35 o addirittura 40 anni vivono in casa della mamma, immobili anche perché "come fa le lasagne mia mamma non c'è nessuno in questo Paese che tutto il mondo ci invidia". Dicono in giro che la colpa di tutto è delle nostre generazioni, che Napoli è sepolta nella monnezza, che ci sono frane a destra e a manca, che i politici ruban tutto, che ormai in Italia comandano la mafia, la camorra, la 'ndrangheta ora anche al Nord.
Però la colpa è sempre di altri. Nel 1945 quando è finita la Seconda tragica guerra mondiale con 30 milioni di morti, 6 milioni di ebrei bruciati vivi nei campi di sterminio, c'è stato nella generazione di allora un'euforia che non c'è all'Oktober fest di Monaco di Baviera, ma la felicità collettiva più grande degli ultimi 10 mila anni della storia.
ll Giappone era raso al suolo e colpito da 2 bombe atomiche, la Germania non c'era più, in Italia non c'erano più strade, ponti, ferrovie, ma soprattutto una fame terrificante. La generazione dei vecchi ha fatto un miracolo senza l'aiuto del Padreterno: il Giappone è diventato in vent'anni la seconda potenza mondiale, la Germania la terza e l'Italia la quarta! Noi vi abbiamo portato a essere uno dei paesi più ricchi della terra.
Una domanda: quando siete subentrati voi che incolpate gli "altri" in generale, che vi lamentate sempre in un italiano perfetto, che organizzate tutti i sabati cortei simili al triste carnevale di Rio, dove cazzo eravate negli ultimi 10 anni! Voi dite: "Adesso è più difficile, è molto più difficile!". Avete forse ragione, ma sopravvivere alla guerra è stato difficile, ma dovete credermi rinascere dal dopoguerra è stato un miracolo di quelle generazioni che più che un miracolo economico, si sono costruite 50 anni di felicità. Voi dite in giro anche che siete infelici e che la colpa è di noi vecchi". 



Fonte: Il fatto quotidiano


Dott. Fabio Troglia 
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Postato da Lamiaeconomia di Fabio Troglia su Lamiaeconomia il 10/17/2012 11:08:00 m.



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[Lamiaeconomia] Panama vuole essere dei nostri!



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Panama vuole essere dei nostri!




De gustibus non dispuntandum estrecita una celebre locuzione latina: i gusti non si discutono ed e' quello che si deve fare nel caso di Panama.
La nazione centroamericana, infatti, ha espresso il desiderio di essere aggregata all'eurozona, adottando di fatto la moneta unica europea. La volonta' in questione e' stata resa nota da Riccardo Martinelli, presidente panamense, alla cancelliera Angela Merkel nel corso di una visita nel Vecchio Continente. Come si spiega questa intenzione?
Come ha spiegato lo stesso Martinelli, a Panama circola liberalmente il dollaro americano, ma il mercato locale sarebbe disposto ad accettare anche un'altra valuta alternativa. In realta', la divisa ufficiale del paese e' il balboa (il nome deriva dal conquistatore spagnolo Vasco Núñez de Balboa), una moneta che e' legata al dollaro con un cambio unitario, ma non esistono banconote, visto che la carta-moneta e' soltanto quella della moneta verde.
Il presidente non ha aggiunto altri particolari al suo desiderio, ma ha confermato di nutrire ampia fiducia nel buon esito delle trattative e nella conclusione della crisi dell'eurozona. Si prospetta dunque un'area dell'euro a diciotto stati e con un membro "esterno"? In realta', l'euro circola anche in nazioni europee che non fanno nemmeno parte dell'Ue, come ad esempio il Montenegro, il Kosovo, il Principato di Monaco e Andorra.
L'economia panamense viaggia a ritmi importanti, tanto e' vero che nel 2011 si e' registrata una espansione di ben 10,6 punti percentuali, grazie soprattutto alle infrastrutture pesanti (il celebre Canale di Panama e' una risorsa fondamentale). L'influenza sull'eurozona potrebbe essere benefica, una volta tanto che la moneta comunitaria riesce ad annoverare un sostenitore.

Fonte: Iljournal.it
http://www.iljournal.it/2012/perche-panama-vuole-adottare-leuro/398768
  

Dott. Fabio Troglia 
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Postato da Lamiaeconomia di Fabio Troglia su Lamiaeconomia il 10/17/2012 09:00:00 m.






martedì 16 ottobre 2012

[Lamiaeconomia] Gli immobili ora si acquistano collettivamente!


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Gli immobili ora si acquistano collettivamente!



L'acquisto collettivo sbarca nel mondo degli immobili. In Spagna, dove gli appartamenti vuoti sono quasi sei milioni, sempre più compratori si uniscono per ottenere un prezzo migliore. E i siti web dedicati spuntano come funghi.

L'impresa è di quelle titaniche: rianimare l'agonizzante mercato immobiliare spagnolo. Il modo per riuscirci invece trae spunto dal successo dei gruppi di acquisto online: Groupon, Groupalia e simili. L'idea, che sta spopolando tra le agenzie immobiliari spagnole, è di provare a sostituire ai buoni per hotel o per il dentista, la vendita di appartamenti. Aggregare la domanda di immobili in una determinata area per spuntare degli sconti che rendano l'acquisto dell'appartamento e la firma del rogito attraente. I potenziali compratori si conoscono su internet e negoziano collettivamente il prezzo degli appartamenti. Ognuno compra il suo, non si tratta di dividere lo stesso tetto, ma acquistano collettivamente. L'unione fa la forza, perché per un'agenzia immobiliare non è la stessa cosa vendere un appartamento singolo o chiudere, con una sola trattativa, anche dieci contratti in una volta sola. E se i compratori si uniscono sul web, il potere contrattuale cresce e i prezzi calano, "da 10 al 35 per cento".  
Per trovare uno sbocco sul mercato ai milioni di appartamenti oggi invenduti in Spagna promotori e gruppi immobiliari stanno provando di tutto. C'è chi, come Banesto, ha messo in vendita migliaia di appartamenti allo stesso prezzo in cui si vendevano nel 1990. Questi nuovi portali di acquisto collettivo - Grupeate e Compramospiso sono i più famosi – permettono anche ai costruttori di medie dimensioni, di offrire ai potenziali clienti degli sconti concorrenziali, riducendo i prezzi di transazione grazie alle vendite di gruppo e alle minori spese sostenute grazie all'intermediazione fatta online, almeno nelle sue fasi iniziali. Seguono poi le visite agli appartamenti che, ovviamente, si fanno di persona. Ma anche qui, la possibilità di poter sommare la forza di più acquirenti permette agli acquirenti di risultare più interessanti agli occhi del venditore.  
Gli ultimi dati dicono che in Spagna ci sono tra cinque e sei milioni di unità abitative libere. Di queste, un milione e seicentomila sono appartamenti ancora in fase di costruzione ma il cui cantiere è stato bloccato perché non ci sono prospettive di vendita. Qualche buona notizia però c'è: in agosto, per la prima volta dopo 18 mesi di crollo costante, le compravendite immobiliari sono tornate a crescere di 6,2 punti percentuali. Secondo gli analisti però il dato potrebbe essere viziato dai nuovi provvedimenti annunciati da Rajoy, come l'aumento dell'Iva e l'azzeramento delle deduzioni fiscali per l'acquisto di immobili. Entrambe le misure entreranno in vigore a partire dall'anno prossimo e, per questa ragione, i compratori sono stati spinti ad accelerare gli acquisti che, tra pochi mesi, saranno gravati da maggiori tasse.  

Fonte: La Stampa


Dott. Fabio Troglia 
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